«Complottista!»
Non lo ha detto proprio così perché mi vuole bene, ma lo so che ne è convinto, pensa che io faccia parte di quella schiera di anime in pena che vede ovunque demoni del male che macchinano ai nostri danni – o meglio, circoli ristretti di uomini (onni)potenti che nell’oscurità organizzano presente e futuro dei popoli, scie chimiche, microchip nella scatola cranica e grattacieli niuiorchesi sfarinati con la gente dentro. Ma dopo aver letto “Il mistero” a Gregorio è parso necessario puntualizzarmi di persona che non lo convince questa immagine che dipingo di una congiura ai danni dei popoli consumatori. Cosa posso rispondere? Niente di originale, non molto di differente da quello che potrebbe rispondere Chomsky: non è cospirazione, è organizzazione.
Pensiamo che Mattei si sia scontrato in volo con un piccione? Che Calvi si sia suicidato per una depressione causata dallo scudetto fraudolentemente scippato dalla juve alla fiorentina? Che Sindona non tollerava il caffé ed è deceduto per shock anafilattico?





