Urupia: la rappresentazione ingannatrice, ovvero come può un trattore divenire invisibile

Quando, dopo un periodo di discussioni e di confronto sugli obiettivi e sulle difficoltà tecniche, riuscimmo infine a mettere sulla rete filiarmonici (se la memoria non mi inganna era il 2001), già si vedeva chiaramente che nel futuro prossimo, che poi sarebbe oggi, chi avesse voluto rendere visibile le proprie opinioni, progetti o altro, avrebbe fatto bene ad attrezzarsi per utilizzare le possibilità offerte dal "nuovo" medium. Ci fu una delle persone che al tempo giravano intorno al progetto che propose un nuovo sito, dove si parlasse di tutte le realtà comunitarie, autogestite, di sperimentazione della libertà possibile, di cui venissimo a conoscenza, direttamente o indirettamente - non solo in Italia ma ovunque nel mondo. A me (che pensai subito a Urupia, l’unica realtà che conoscevo bene) sembrò un’idea orrenda, un triste catalogo dei difficili tentativi di concretizzazione di sogni altrui, da incastrare in un mezzo gelido e inopportuno. A nessuno piacque la proposta e il sito non si fece, ma era chiaro che la rete non poteva ignorare a lungo le comuni, le quali avrebbero dovuto prima o poi rassegnarsi all’inevitabile: o parlare in prima persona o lasciare che fossero altri, in un modo o nell’altro, a occuparsene.
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